(Anteprima24.it) REPARTO DI UROLOGIA DEL SAN PIO, UNA PAZIENTE: “MI AVETE DONATO QUALCOSA CHE VA OLTRE LE TERAPIE
Archivio 2026, Rassegna Stampa - 24/04/2026
Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata da una paziente al Reparto di Urologia dell’Ospedale San Pio.
“Ci sono esperienze che attraversano la vita in silenzio, ma lasciano un segno profondo, indelebile. Non si dimenticano, non si dissolvono con il tempo, perché vivono dentro di noi come memoria viva di ciò che abbiamo provato e, soprattutto, di chi abbiamo incontrato lungo il cammino. Il mio percorso nel vostro reparto è una di queste esperienze, e resterà per sempre custodito nel mio cuore.
Sono arrivata per affrontare un intervento al rene con paura, incertezza e una fragilità che faticavo persino a riconoscere. Essere una paziente straniera, pur parlando bene l’italiano, ha reso tutto più delicato: la distanza da ciò che è familiare, il bisogno di sentirsi compresa fino in fondo, il desiderio di non sentirsi mai fuori posto. In quei momenti ci si sente ancora più vulnerabili, quasi sospesi. Eppure, proprio lì, nel luogo che più mi intimoriva, ho incontrato una luce: la vostra umanità.
Desidero esprimere un ringraziamento profondo al Primario, dott. L. Salzano, esempio autentico di come la grande professionalità possa fondersi con una sensibilità rara. Nei suoi gesti, nelle sue parole misurate, negli sguardi capaci di rassicurare senza bisogno di troppe spiegazioni, ho trovato un punto fermo, una guida sicura nei momenti in cui la paura rischiava di prendere il sopravvento.
Un grazie sincero e sentito ai dottori G. Lotrecchiano, A. Delle Cave, G. Pastore, C. Ciotta e M. Ferritto. Ognuno di loro, con la propria competenza e umanità, ha contribuito a farmi sentire accolta, protetta, seguita passo dopo passo. Non si sono limitati a svolgere il loro lavoro, ma hanno saputo esserci davvero: con attenzione, con rispetto, con una presenza che va oltre la medicina e arriva dritta al cuore di chi, in quel momento, ha bisogno di sentirsi meno sola.
Un ringraziamento speciale va anche alla caposala L. M. Fusco, punto di riferimento prezioso, capace di coordinare con professionalità e allo stesso tempo di trasmettere calore umano e sicurezza.
Accanto a loro, desidero esprimere la mia più profonda gratitudine a tutto il personale infermieristico, instancabile, attento, capace di trasformare la fatica quotidiana in gesti di cura autentica. Un pensiero pieno di riconoscenza va agli operatori OSA, sempre presenti con delicatezza, discrezione e una gentilezza che arriva dritta all’anima.
E poi loro, i tirocinanti: giovani, attenti, pieni di sensibilità e di quella luce negli occhi che racconta una scelta fatta con il cuore. In ogni loro gesto ho visto dedizione, rispetto e voglia di imparare davvero cosa significa prendersi cura di qualcuno. Loro saranno il nostro futuro, e sapere che questo futuro è nelle loro mani è motivo di grande speranza.
In un luogo dove spesso si entra con paura, voi riuscite a creare uno spazio diverso, quasi sospeso, dove il dolore viene accolto e alleggerito, dove la fragilità non viene nascosta ma accompagnata. Per me, che venivo da un’altra realtà, questo ha avuto un valore ancora più grande: mi avete fatto sentire accolta senza differenze, compresa davvero, mai fuori posto.
Avete trasformato un momento difficile in un’esperienza profondamente umana, che porterò con me non solo come ricordo di una guarigione, ma come testimonianza di quanto possa essere potente la cura fatta con il cuore.
Ciò che mi avete donato va oltre ogni terapia. Mi avete restituito serenità, fiducia, dignità. Mi avete fatta sentire vista, ascoltata, accolta davvero, nel momento in cui ne avevo più bisogno.
Non esistono parole abbastanza grandi per contenere tutta la mia gratitudine. Ma esiste il ricordo, e il mio sarà sempre colmo di voi: dei vostri sorrisi, delle vostre parole, dei vostri silenzi pieni di presenza.
Grazie per avermi accompagnata quando avevo paura. Grazie per avermi sostenuta quando ero fragile. Grazie per avermi fatta sentire a casa. Grazie per aver trasformato un momento di dolore in un’esperienza di umanità profonda.
Con infinita gratitudine e commozione,
Una vostra paziente”.