Ok AL RUMMO PER L’ASILO NIDO E’ TRA I PRIMI IN CAMPANIA
Archivio 2026, Rassegna Stampa - 08/05/2026
Si accelera sulla progettazione esecutiva dell’asilo nido a servizio dei dipendenti del Rummo, da realizzare in tempi brevi, per una spesa complessiva di 1,1 milioni di euro. L’iniziativa, che rientra nelle opere da ultimare nel triennio compreso tra il 2026 e il 2028 e che mira a sostenere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro del personale sanitario, è il primo esempio nel Sannio. Tuttavia, rientra tra i primi tre progetti concepiti in Campania, insieme a quelli del Cardarelli e del policlinico Federico II di Napoli, oltre che tra i 12 ideati nelle aziende ospedaliere dell’intero territorio del Sud Italia, contro i 208 realizzati al Nord. Si tratta di uno strumento messo a disposizione dalla Regione Campania, cui hanno aderito anche il Ruggi D’aragona di Salerno, l’ospedale del Mare e il Santobono di Napoli, utile a favorire la continuità lavorativa, la riduzione dell’assenteismo e l’aumento della produttività, oltre a rappresentare un elemento di welfare aziendale, trattandosi di un servizio educativo e sociale per bambini nella fascia di età compresa tra zero e tre anni, che include la mensa e il riposo pomeridiano dei piccoli. L’obiettivo è quello di limitare il più possibile il periodo di sepazione tra i lavoratori, che hanno anche impegni genitoriali, e i bambini in tenera età, ospitandoli in un luogo protetto che consenta anche alle dipendenti in allattamento di tenere il figlio a portata di mano, e a tutte le mamme e i papà, più in generale, di superare una serie di difficoltà e di essere più presenti al lavoro, rispettando le esigenze dei bimbi, senza sballottarli da un luogo all’altro nell’arco della giornata. L’asilo aziendale offrirà quindi la possibilità di conciliare i ritmi intensi di lavoro del personale sanitario, scandito da emergenze e turni, con la vita familiare, riducendo lo stress e ottimizzando i tempi di gestione familiare. A questo punto, non sarà più importante che ci siano nonni disposti a occuparsi del bambino nell’orario di lavoro dei genitori e sarà superata anche la ricerca spasmodica della baby sitter assolutamente fidata da lasciare a guardia del piccolo, perché diventerà più facile prendere il bimbo dal nido e tornare a casa dopo aver espletato il turno di lavoro. Insomma, la creazione di un asilo nido in azienda è una scelta a dir poco rivoluzionaria, soprattutto per le aree interne, e rappresenta un mezzo di un ulteriore risvolto positivo perché il servizio offerto potrebbe rappresentare addirittura un incentivo in più per le giovani coppie a preferire il Rummo come luogo di lavoro, rispetto ad altri ospedali o aziende sanitarie più in generale, che non dispongono di questo tipo di servizio. L’altro fattore non trascurabile riguarda la retta mensile che sarà soggetta a prezzi calmierati rispetto agli asili nido disponibili sul territorio, nei quali la retta è di circa 293 euro, inclusa la mensa, per le Isee basse ma può raggiungere tranquillamente anche i 400 euro in assenza di sconti per reddito. Il progetto rientra tra gli obiettivi indicati dai Lea, che prevede l’applicazione di modelli “Family centered care”, mirati alla cura individualizzata del neonato e della famiglia anche per i neonati ricoverati nel reparto di Terapia intensiva neonatale, secondo il concetto di zero separation. Gli asili nido aziendali nei piccoli ospedali solitamente ospitano un numero limitato di bambini ma, in base alle tipologie standard hanno una capienza compresa tra i 20 e i 45 posti, arrivando anche a 60 posti in strutture ospedaliere più grandi. Sono aperti dalle 7:30 del mattino alle 19 per consentire ai medici e agli infermieri che hanno bimbi piccoli, di coprire i turni di lavoro diurni e di affidare i figli alle puericultrici per l’intero arco della giornata. Mentre, per quanto riguarda i turni di notte, quando entrambi i genitori prestano servizio nello stesso ospedale, generalmente, l’organizzazione interna consente un’alternanza delle turnazioni che dà la possibilità a uno dei due di trascorrere la notte a casa con il figlio.