(IlMattino) Liste d’attesa al Rummo si dimezzano i tempi
Archivio 2026, Rassegna Stampa - 21/04/2026
Calano fino a dimezzarsi, rispetto all’ultimo trimestre del 2025, i tempi di attesa per i ricoveri in elezione al Rummo. A fronte di 604 prestazioni non ancora erogate, le attese sono comprese tra un minimo di 5 giorni e un massimo di 59. In alcuni casi, come la Chirurgia generale, nonostante ci siano 101 pazienti in lista, l’attesa massima è di 44 giorni; lo stesso discorso vale per l’Urologia che, a fronte di 95 prestazioni da erogare, riporta solo 28 giorni di attesa. L’Otorino contempla 35 giorni di attesa per effettuare 84 interventi mentre, l’Ostetricia e ginecologia ne mette in conto 37 per eseguire 55 interventi. Per la Neurochirurgia, l’attesa massima è di 48 giorni e di 54 per la Chirurgia vascolare. Se comparati ai dati del quarto e ultimo trimestre del 2025, appare chiaro come i tempi di attesa si siano assottigliati anche in considerazione dei 495 pazienti prenotati in quella fase, vale a dire 109 in meno rispetto all’anno in corso. Fino allo scorso dicembre , i tempi più lunghi riguardavano i 76 giorni per la Chirurgia generale, i 71 per l’Urologia, i 64 per l’Ostetricia e ginecologia, i 63 per l’Ortopedia, i 61 per la Neurochirurgia, i 51 giorni per la Chirurgia vascolare che, attualmente, ha registrato un lieve aumento di tre giorni di attesa. Dall’elenco degli ultimi tre mesi del 2025 veniva fuori che, per sottoporsi a un intervento in elezione, l’attesa massima era di due mesi e mezzo, mentre la minima di 16 giorni e riguardava la Senologia. In conclusione, il taglio alle liste d’attesa sembra esserci stato soprattutto per quanto riguarda i ricoveri in elezione. Appare infatti chiaro che, oltre alle urgenze, da prendere in carico nell’immediato, i tempi di attesa per gli interventi programmabili, solo in qualche caso, arrivano a poco meno 60 giorni; sono contrassegnati con la priorità C, indicata per i casi clinici da trattare entro un massimo di 180 giorni, perchè presentano un minimo dolore, ma non manifestano tendenza ad aggravarsi né possono degenerare per effetto dell’attesa ma vengono smaltiti nell’arco di due mesi al massimo. Anche i pochi interventi inseriti in categoria D, vale a dire dei differibili, da eseguire addirittura entro 12 mesi, in quanto fanno riferimento a patologie che non causano alcun dolore, disfunzione o disabilità, vengono effettuati al massimo nell’arco di due mesi. Appare chiaro che, oltre alle urgenze, da prendere in carico nell’immediato, i tempi di attesa solo in qualche caso arrivano a poco meno di 60 giorni. Per il day hospital le attese sono più lunghe e variano dagli 83 giorni della Neurologia ai 78 della neurochirurgia, ai 70 5 per la Dialisi, e ai 70 per la Chirurgia maxillo facciale, mantenendo una media dei due mesi di attesa a fronte di 140 pazienti in attesa. Allo stato attuale, non sono stati resi noti i dati relativi alle visite ambulatoriali e agli esami diagnostici, sia per quanto riguarda i mesi di ottobre, novembre e dicembre del 2025 che per il primo trimestre del 2026. Per azzerare o contenere le liste d’attesa per le visite e per le indagini diagnostiche che, fino al terzo trimestre dello scorso anno, erano soggette ad attese lunghe anche poco meno di un anno, l’ospedale ha destinato risorse economiche da corrispondere agli specialisti per effettuare qualche ora in più di prestazioni da smaltire. Tuttavia, non è possibile verificare se le misure messe in atto, siano state in grado di risolvere il problema in modo definitivo o quanto meno di regolarizzare il flusso di persone in attesa, ma la richiesta continua a essere elevata e molti cittadini fanno ricorso alle strutture private, soprattutto se convenzionate, per non attendere troppo a lungo, sebbene, anche in queste strutture, le attese siano decisamente più lunghe rispetto al passato.