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Atto aziendale, strumento per disegnare il futuro

atto«Un dovere che si trasforma in opportunità». Così il direttore generale dell’azienda ospedaliera “Rummo”, Nicola Boccalone, ha introdotto la conferenza stampa convocata per presentare l’Atto aziendale, importante strumento di programmazione per le strutture della sanità pubblica.

«Per un’azienda pubblica – ha proseguito Boccalone, affiancato dal direttore sanitario Gianpiero Berruti e da quello amministrativo, Alberto De Stasio – è indispensabile comunicare il proprio percorso. E questo atto coniuga risorse e sostenibilità per produrre sanità, e, per dirla ancora più chiaramente, ci consentirà di continuare ad erogare prestazioni sanitarie nonostante la minor disponibilità finanziaria, migliorando lo standard qualitativo».

L’Atto aziendale del “Rummo” non è un libro dei sogni e, nella trasparenza più assoluta, riverbera la forte controtendenza del nosocomio beneventano, che vede aumentare la mobilità in entrata di pazienti di fuori provincia e fuori regione, nonostante la contrazione a livello nazionale della domanda di sanità.

Dunque, risorse disponibili, inclinazioni e sostenibilità: linee guida dell’Atto che non fotografa solo il presente, ma guarda al futuro.

Quel che ne viene fuori è l’immagine di un’azienda ospedaliera all’avanguardia, con una spiccata propensione all’alta chirurgia, con punte di eccellenza che per Boccalone “meritano di essere sostenute e accompagnate”.

«Oggi – ha proseguito Boccalone – si riescono a fare più cose con meno soldi». Tra il 2010 e il 2011, infatti, sono 19 i milioni di euro mancanti dai finanziamenti che Napoli destina alla Sanità. Nonostante questo, ha riferisce il direttore generale, è possibile migliorare gli standard anche con quote di fondi inferiori. D’altra parte, gli interventi realizzati sono di più alto livello.

Nel complesso, diminuisce la domanda sanitaria da parte dei cittadini che nel Sannio fa registrare una flessione meno drastica di quella nazionale (14%).

Ancora numeri: 90 milioni di euro di “sanità producibile” consentono la sostenibilità al Rummo che oggi è un’azienda in equilibrio, con 1.250 unità lavorative coinvolte. Secondo le stime, si potrebbe arrivare a 1.450.

Quanto agli appalti e ai lavori in corso, si va verso la “restituzione” dei 16mila metri quadri attualmente cantierati, il che consentirà di “liberare” nuovi servizi all’utenza e nuovi spazi d’operatività e d’accoglienza.